13 Giugno 2024

Doriah pubblica il video di “Trenitalia”

Dopo l’anteprima su Sky TG24 è ora disponibile anche su YouTube, per la regia di Duilio Scalici,  il videoclip ufficiale di “Trenitalia”, il nuovo singolo di Doriah, una collaborazione Freak & ChicGiungla Dischi. I rimpianti, i sensi di colpa, gli amori non ricambiati, la sensazione di essere sempre in ritardo; un testo intimo e personale, estremamente autentico, di cui Doriah dice di essersi vergognato di averlo scritto per mesi, con la terribile sensazione di sentirsi nudo e impotente di fronte a sé stessi. Parole vomitate rabbiosamente direttamente dall’inconscio dell’autore, dal “fondo più fondo e più scuro”, dove si è sé stessi “con il coltello fra i denti e il pianto”.
 “Quando ho sentito per la prima volta il brano di Doriah ho subito percepito, dietro l’apparente ironia, un senso di solitudine. Capita di sentirci alieni al mondo, terribilmente soli anche se circondati da migliaia di persone… Questo è ciò che ho cercato di trasmettere con il video: Un ragazzo solo, avulso, estraneo, alieno al mondo, che come unico scudo possiede una leggera ironia.”

(Duilio Scalici)
BIO:
Doriah, all’anagrafe Federico Doria, è un cantautore siciliano, bolognese d’adozione, classe 1987, già attivo dalla fine degli anni Zero con il moniker El Señor Pablo. È stato vincitore di Italia Wave Sicilia nel 2015, anno in cui ha pubblicato l’EP interamente in siciliano “Comu si nun t’havissu vistu mai”; fa inoltre parte insieme a Luca Minelli del duo Gente Vergine, con cui ha pubblicato nel 2021 il singolo “Bologna Batticuore”. Definisce se stesso come “il gesto apotropaico che faresti se un dio ti dicesse che il senso della vita è che la vita non ha senso”. Sospese tra cantautorato classico e (post)post-moderno, le sue canzoni, spesso dissacranti e surreali, sanno anche essere insospettabilmente romantiche e, a loro modo, indubbiamente “pop”. Immerse in un mare fluttuante di sintetizzatori, oscillando tra riferimenti più disparati (da Lucio Dalla ai CCCP, dalla trap alla techno commerciale anni ’90) e in costante bilico tra iconografia e iconoclastia (da Hemingway a Sartre, da Maradona a Gesù Cristo, da PornHub a Non è la Rai).